All’Italy Brick Expo 2025 di Roma abbiamo avuto il piacere di conoscere MBrick, un artista francese che trasforma i mattoncini LEGO® in vere e proprie opere d’arte.
La sua storia è particolare: dopo una lunga carriera da atleta professionista, ha deciso di cambiare completamente vita, dedicandosi all’arte e unendo la sua passione per il LEGO® a quella per la street art. Oggi ama ripetere il suo motto: “LEGO is my painting”, perché per lui i mattoncini sono come la tela e i colori di un artista — il mezzo attraverso cui trasformare idee ed emozioni in opere d’arte.

I suoi mosaici tridimensionali, ricchi di piccoli dettagli e scene nascoste, hanno conquistato il pubblico italiano e gli hanno valso l’ammirazione di tantissimi visitatori dell’Italy Brick Expo.
Abbiamo voluto approfondire con lui la sua visione artistica, la tecnica che rende uniche le sue opere e l’emozione di partecipare per la prima volta a una grande mostra LEGO®.

In questa intervista esclusiva, ci racconta la sua evoluzione, le sfide tecniche dietro ogni opera e le emozioni vissute al suo debutto a Roma.

Hai iniziato come atleta professionista prima di dedicarti all’arte con i mattoncini LEGO® — cosa ha provocato questa svolta nella tua vita?
Ho avuto la fortuna di vivere una lunga carriera da giocatore di hockey professionista. Quando è arrivato il momento del ritiro sportivo, ho dovuto, come molti ex atleti, reinventarmi e trovare una nuova strada.Ho provato a integrarmi nella vita lavorativa “normale”, ma non mi ci sono affatto ritrovato. Non ero felice, mi mancava qualcosa. Poi, un giorno, con alcuni LEGO® che avevo a casa, ho deciso di realizzare un quadro per mia moglie: la celebre Marilyn Monroe di Andy Warhol. È proprio da lì che è nata la mia passione per l’arte con i mattoncini LEGO®.

Quale pensi che sia la parte più complessa della tecnica che utilizzi?
Direi che la parte più complessa è riuscire a mantenere un volume omogeneo all’interno del quadro. Ogni pezzo ha uno spessore diverso, quindi bisogna continuamente trovare il giusto equilibrio affinché l’insieme resti coerente dal punto di vista visivo. Mi piace anche aggiungere piccole scene di vita all’interno delle mie opere, e questo richiede molta riflessione per capire quale pezzo collocare e dove.
Per esempio, quando ho una grande area scura, posso decidere di inserirvi una grande nave per dare profondità e significato all’immagine. Ci sono anche dei vincoli di dimensione: alcune opere devono avere un formato minimo perché i dettagli risultino ben leggibili. E, al contrario, ci sono immagini che semplicemente non posso realizzare, perché la resa in LEGO® non funziona affatto. È proprio questo equilibrio tra tecnica, composizione e impatto visivo a rendere la creazione al tempo stesso complessa… e appassionante.
Oltre alle opere realizzate in studio, porti avanti anche un’attività di street art con i LEGO® per le strade di Digione. Cosa ti ha spinto a portare l’arte fuori dagli spazi tradizionali e a inserirla nel tessuto urbano?
Da molto tempo ero appassionato di street art, così ho iniziato a realizzare piccoli collage per le strade della mia città — spesso in relazione al nome delle vie, con giochi di parole o piccoli riferimenti visivi.

Come si è svolta la tua esperienza all’Italy Brick Expo di Roma e che impressione ti ha lasciato il pubblico italiano?
La mia esperienza all’Italy Brick Expo di Roma è stata davvero incredibile. Sono rimasto molto sorpreso dal numero incalcolabile di feedback positivi che ho ricevuto e dall’accoglienza così calorosa del pubblico. Lo stand era bellissimo e l’organizzazione impeccabile. È stata, tra l’altro, la mia prima esposizione LEGO®, perché prima di allora mi consideravo soprattutto un artista: per me, il LEGO® è la mia pittura. Partecipare a questa mostra mi ha quindi permesso di scoprire un universo completamente diverso dal mio — e l’ho adorato.
Le persone che ho incontrato sono state magnifiche; vedere lo stupore negli occhi del pubblico, firmare autografi, scattare foto… è stato davvero un mondo a parte, un mondo folle, e meraviglioso. Ho anche scoperto una tradizione che non conoscevo affatto: quella di scambiarsi un mattoncino LEGO® personalizzato con il proprio nome. Gli AFOL me ne hanno regalate alcune, ma io non avevo nulla da offrire in cambio perché ignoravo questa consuetudine… quindi chiedo davvero scusa a loro!

C’è un’opera o un progetto di cui sei particolarmente orgoglioso, che rappresenta una vera “tappa” nel tuo percorso artistico?
Oggi ho la fortuna di collaborare con grandi star e marchi prestigiosi, e per me rappresenta una vera e propria evoluzione nel mio percorso artistico.
Tra i progetti di cui sono più fiero, c’è sicuramente la mia collaborazione con IWC, la celebre marca di orologi di lusso: l’anno scorso mi hanno commissionato un orologio alto due metri, e quest’anno un altro dello stesso formato per la vetrina della loro boutique a Copenaghen. Ho avuto anche la possibilità di creare per Tudor, un’altra grande maison orologiera, ma anche per BAPE, il marchio giapponese di streetwear. Tra le personalità, ho realizzato un ritratto per Myles Turner, giocatore NBA, che desiderava un’opera che lo rappresentasse mentre schiacciava a canestro. Ho inoltre lavorato per una pianista australiana, diversi DJ, cantanti e youtuber. Sono davvero orgoglioso di vedere che la mia arte piace e riesce a toccare mondi molto diversi, e di poter collaborare con marchi riconosciuti a livello internazionale. Ciò che mi rende più felice è vedere le mie opere crescere in dimensioni e dettagli, e poter viaggiare grazie al mio lavoro.
È una bellissima ricompensa per tutta la passione che metto in ciò che faccio.

Qual è il messaggio o l’emozione che desideri trasmettere a chi scopre le tue creazioni?
Ciò che voglio prima di tutto è sorprendere le persone. Mi piace giocare con questa doppia visione: da vicino si scoprono tutte le piccole scene di vita nascoste nell’opera, mentre da lontano si rivela l’immagine nel suo insieme.
Quel momento in cui lo sguardo cambia, in cui le persone si allontanano, poi si avvicinano di nuovo, prendono il telefono per osservare meglio… è esattamente la sensazione che voglio provocare. Al di là della sorpresa, desidero trasmettere un messaggio semplice: tutti possono creare con i LEGO®. È un materiale accessibile a chiunque, e mi piace mostrare fin dove si può arrivare con un po’ di immaginazione e tanta passione.
L’incontro con MBrick mostra quanto la creatività possa nascere ovunque — da una passione, da un cambiamento o semplicemente dal desiderio di esprimersi.
Le sue opere uniscono tecnica, creatività e cuore, trasformando i mattoncini LEGO® in un vero linguaggio artistico. Dalle strade di Digione alle vetrine dei grandi store internazionali, fino alle case delle celebrità, MBrick continua a sorprendere con uno stile inconfondibile, capace di emozionare, ispirare e trasformare i mattoncini in pura arte.









