Costruire per ricominciare: My Brick Experience e il potere dei mattoncini

Lo abbiamo incontrato tra i tavoli di Bricks & Friends 2025 (Carmagnola), dove siamo rimasti colpiti dalle sue creazioni: piccole ma dettagliatissime, ricche di vita, di cura, di passione. Auto da rally in scala, officine Abarth in miniatura, MOC che sembrano pulsare sotto ogni stud. Ma dietro quei diorami non c’è solo abilità tecnica: c’è una storia personale, profonda, fatta di resilienza e rinascita.

Dietro il nome My Brick Experience si cela un costruttore che ha trovato nei mattoncini LEGO® un rifugio potente. Tutto è iniziato nel 1981, con una gru Technic ricevuta da bambino. Un regalo che ha acceso una scintilla destinata a non spegnersi, nemmeno nei momenti più difficili. Quando la vita lo ha messo alla prova, i mattoncini sono tornati a essere una bussola, una terapia. Un modo per rimettere insieme i pezzi. Letteralmente.

Dalle prime creazioni nostalgiche ai modelli più recenti, ogni costruzione racconta un percorso fatto di passione e cura, dove l’amore per il dettaglio diventa strumento di espressione e guarigione. In questa intervista ci racconta da dove è partito, cosa lo ispira oggi, e perché – a volte – bastano pochi mattoncini per ricostruire molto più di un modellino.

Ciao Luca! Partiamo dagli inizi: ci hai raccontato di aver ricevuto il tuo primo set LEGO® nel 1981, una gru pneumatica. Che ricordo hai di quel giorno e di come vivevi, da bambino, la passione per i LEGO®?
 
Ciao Carlo! Fin da bambino tra i miei giocattoli erano presenti le costruzioni di plastica. Non so specificarti se fossero tutte della marca LEGO®, ma sicuramente c’erano dei LEGO® Fabuland perché mi ricordo di avere posseduto alcune minifigure della serie, in particolar modo la pecora e l’orsetto. Di quelle costruzioni non c’è più traccia. Il giorno del mio quinto compleanno (24 ottobre) faceva particolarmente freddo e nel tardo pomeriggio ero in centro a Torino con i miei genitori. Con mio padre entrai in un negozio di giocattoli nei dintorni di via Magenta e chissà perché scelsi (o scelsero i miei genitori) il set LEGO® 6678. Fu il mio primo set LEGO® Legoland. Ho una foto in cui sono davanti alla torta e sul tavolo c’è il set ancora in costruzione. Si evince dalla mia espressione facciale un chiaro messaggio: “facciamo in fretta che devo finire di costruirla!”.
 
Da quel giorno ad ogni compleanno, onomastico, festività o promozione a scuola era obbligatorio per i miei genitori portarmi in regalo un set LEGO®.  Il LEGO® è diventato il mio gioco preferito: ti posso confermare che i set LEGO® anni ’80 della serie City, Castle, Space e uno solo Technic (a differenza degli altri giocattoli) sono giunti fino al 2019 chiusi in una scatola ancora costruiti e quasi intatti. Quando li ho portati a casa mia ho dovuto sostituire solo qualche mattoncino perso o danneggiato e ora sono conservati in una vetrinetta. Probabilmente ero un bambino anomalo in quanto i miei set LEGO® dovevano essere montati seguendo alla lettera le istruzioni senza nessuna modifica. Ero molto geloso dei miei LEGO®: guai a prestarli e, soprattutto, smontarli e riscostruire altre opere di fantasia, pur avendo una mente creativa! Ovviamente non furono conservate le istruzioni e quindi nel 2019 ho dovuto cercarle su Internet per capire se i set LEGO® in mio possesso non avessero subito modifiche! Ti racconto un ultimo aneddoto: all’età di 10 anni ricevetti il mio primo e unico set LEGO® Technic 8843 (il muletto): era troppo difficile da costruire e scoppiai a piangere. Così mi dovette aiutare mio padre che si stupì per le tecniche di costruzione: c’erano i pistoni ad aria che facevano alzare e abbassare le forche del muletto.
Il ritorno ai LEGO® nel 2015 è avvenuto in un momento difficile. In che modo costruire ti ha aiutato in quel periodo?
 
La mia dark-age iniziò quando frequentai le scuole medie. Pur mantenendo un pochino di interesse per i LEGO® non comprai mai più set LEGO® fino a quando mi fidanzai e in seguito mi sposai nel 2013. Nel primo decennio del XXI secolo riscoprii la passione per i LEGO® in quanto l’azienda danese dopo il suo peggior periodo di crisi iniziò a rivolgersi anche verso il pubblico adulto: i miei set preferiti erano quelli Architecture e Speed Champions. Nel 2014 dopo il fallimento dell’azienda per la quale lavoravo iniziò il calvario della cassa integrazione, dei sussidi di disoccupazione e della ricerca di un nuovo lavoro. Tra un contratto precario e l’altro capii che per stare bene mentalmente dovevo dare voce alla mia creatività che non mi ha mai abbandonato. All’epoca scoprii i siti LEGO® Cuusoo e Bricklink e soprattutto il software LDD: perché non cercare un pochino di fortuna creando qualche set da proporre su LEGO® Cuusoo? Ammetto che i primi esperimenti erano deludenti in quanto ero molto legato al concetto di LEGO® anni ’80. Per esempio creavo auto a 4 studs monoposto dalle linee molto semplici e poco accattivanti. La soddisfazione personale personale arrivò quando decisi di focalizzarmi su progetti ben definiti: Torino (seguendo la linea dei set Architecture) e la FIAT Abarth (seguendo la linea dei set Speed Champions 6 Studs). L’azienda danese fino a quel momento non aveva mai proposto set Architecture dedicati a Torino e set Speed Champions dedicati a FIAT o Abarth. Quindi decisi di crearli io! Pur essendo ancora dei progetti nebulosi, avevo intrapreso un percorso ben preciso. Negli anni seguenti (forse troppo tardi) scoprii il software Stud.IO e le sue notevoli potenzialità, che sfrutto ancora oggi. Per ritornare alla tua domanda ti riporto una mia frase tratta dall’articolo pubblicato su LA STAMPA sul mio progetto LEGO® Ideas Architecture Skyline Torino: “Però nei momenti difficili mi metto a progettare cose coi miei Lego. Aiuta”.
 
Com’è nata l’idea di condividere le tue creazioni con la pagina My Brick Experience?
 
L’idea di creare la pagina My Brick Experience nacque durante il periodo di disoccupazione nel 2016. Cercai di reinventarmi sperando che i social network potessero aiutarmi ad essere anche una piccola fonte di guadagno. Purtroppo non avendo una mente imprenditoriale e non essendo “drogato” di social network non riuscii nell’intento, ma la pagina Facebook riscosse un discreto successo in quanto proposi ai follower di interagire con foto e video. Insomma, la pagina Facebook My Brick Experience è una pagina aperta a tutti e in cui promuovo le mie MOC, ogni tanto ricevo suggerimenti preziosi per migliore le MOC oppure qualcuno è interessato ad avere le istruzioni in cambio di una donazione libera e mai obbligatoria. In seguito creai anche il canale Youtube, i profili su Instagram, Pinterest, Rebrickable e Bricksafe e un blog su WordPress, ma la pagina Facebook è quella che sfrutto di più perché mi permette di raggiungere più persone e condividere contenuti più completi con video, foto e testi.
I tuoi diorami automobilistici colpiscono per la cura nei dettagli, la coerenza stilistica e l’atmosfera che riescono a evocare. Come nasce l’idea dietro ciascun progetto e quali sono gli aspetti su cui ti concentri di più durante la realizzazione?
 
Innanzitutto prima sono nate le auto. Solo in seguito quando ho iniziato a presenziare alle prime esposizioni LEGO® ho capito che il diorama sarebbe stato un coadiuvante. Le prime due auto che ho creato basandomi sulla serie Speed Champions 6 Studs (in particolar modo sul set LEGO® 75885 Ford Fiesta Rally) sono state l’Abarth 500 R3T Rally (grigio campovolo ovvero Light Bluish Grey) e l’Abarth 595C (nero scorpione ovvero black). In principio ne creai due nel 2017 con il software LDD, una gialla e una rossa, che costruii e ne pubblicai le foto sulla mia pagina Facebook My Brick Experience. Le foto riscossero l’attenzione di una azienda produttrice di eventi che in quel momento aveva avuto una richiesta da Abarth per l’Abarth Day 2017: l’idea era quella di fornire ai figli dei partecipanti all’evento i mattoncini LEGO® per costruire i miei modellini. Purtroppo tutto finì con un nulla di fatto, ma l’azienda decise di comprare i miei prototipi. Essendo, appunto, dei prototipi non erano le macchinine che ho costruito oggi. La produzione di nuovi bricks (come il tile round quarter) ha dato un’ulteriore svolta alla mia creatività realizzando il modellino perfetto con il quale è stato possibile creare tante versioni di FIAT 500 come per esempio la FIAT 500 Spiaggina del 2018 o la FIAT 500 Lupin The Third Edizione Limitata creata veramente nel 2013 come prototipo dalla ditta Gekko & Co., ma che non ha mai visto la produzione. Negli anni seguenti sviluppai una nuova idea seguendo la linea Speed Champions: siccome la LEGO® ha sempre creato auto che il più delle volte sono bolidi da pista e tendenzialmente di lusso, io ho dato scherzosamente vita alla serie Citycar Champions. Dopo l’Abarth 500 Rally e l’Abarth 595 (6 studs sfruttando il set LEGO® 75885) ho costruito nel 2023 la FIAT Abarth 131 Rally (8 studs sfruttando il set LEGO® 76897). Nel 2024 invece è stata la volta della più recente Toyota Yaris Rally 1 2022. Si tratta comunque di auto che nella realtà in versione stradale sono economicamente alla portata di tutti.
 
 
Creo i miei modellini osservando le auto reali che attirano la mia attenzione e cerco su Internet le loro versioni da rally e ne studio le caratteristiche e le immagini per i diorami. Mi si è aperto un mondo ancora tutto da scoprire sui rally e sui piloti! A parte le Abarth 500, gli altri modellini hanno le minifigure che rispecchiano per quanto possibile le sembianze dei piloti e co-piloti reali: Kivimaki/Alen per la FIAT Abarth 131 Rally e Katsuta/Johnston per la Toyota Yaris Rally1. Quando ho partecipato al mio primo concorso Costruttori del Domani 2023 a Carmagnola Bricks & Friends ho capito che sarebbe stato meglio mostrare le auto in un diorama: ne ho quindi creato un primo per le Abarth 500. Si tratta di una semplice base stradale 32×32 sulla quale ho costruito un’officina con meccanici, un podio e il totem con lo scorpione Abarth. Nel 2024 per la mia prima importante esposizione ad Airascopoli ho creato il diorama per la FIAT Abarth 131 Rally: un’altra base 32×32 questa volta bianca sulla quale ho costruito un paesaggio innevato e ghiacciato per rappresentare il rally in Finladia.
 
 
Nel 2025 è stata la volta del diorama per la Toyota Yaris in cui ho cercato di rappresentare la premiazione dei piloti in Giappone: ho costruito un ciliegio in fiore, un piccolo giardino con la lanterna pagoda, molti fiori e tre minifigure in abiti tradizionali, che premiano i piloti. È in progetto la PanDAKAR (con il pilota Verzeletti e il navigatore Cabini) con un altro diorama a tema (già pronto) e che spero di terminare per Airascopoli 2025. Mi fa piacere raccontare che un prototipo della mia MOC PanDAKAR è in possesso del pilota Giulio Verzeletti come regalo di Natale da parte di suo figlio (che a me ha regalato la maglietta ufficiale PanDAKAR).
 
Quanto conta per te l’aspetto nostalgico nel costruire con i mattoncini LEGO® oggi? Pensi che molti AFOL si ritrovino proprio in quel “ritorno all’infanzia”?
 
Io penso che il LEGO® sia il gioco più amato di tutti i tempi e che ha sempre attirato l’attenzione di tutti, sia bambini che adulti, anche se una buona percentuale degli adulti non esprime apertamente la passione per i mattoncini forse per pudore e paura di essere considerata infantile. Basti pensare alla faccia che fece mio padre quando mi aiutò a costruire il LEGO® Technic 8843: l’entusiasmo e lo stupore erano stampati sul suo viso e alla fine ci giocò pure perché il muletto aveva parti in movimento. Sembrava più soddisfatto lui che io che avevo appena pianto per la difficoltà della costruzione! Secondo me molti AFOL si ritrovano in quel “ritorno all’infanzia” perché LEGO® ha dato la possibilità agli adulti di poter costruire set dedicati a loro senza doversi preoccupare di essere considerati infantili. Penso che se l’azienda danese non avesse puntato su questa tipologia di clienti non avrebbe avuto il successo che ha oggi (anche nelle esposizioni a tema). Provate ad immaginare i negozi LEGO® invasi dai bambini accompagnati da genitori che sotto sotto sono invidiosi, ma non osano comprarsi qualcosa per loro! I set dedicati agli adulti e la possibilità che ci offrono le nuove tecnologie hanno risolto la situazione sia per chi vuole collezionare sia per chi vuole creare qualcosa di nuovo senza dover pensare ai pregiudizi degli altri!
 
E infine… se potessi dare un consiglio a un adulto che oggi vorrebbe riscoprire i LEGO® ma non sa da dove partire, cosa gli diresti?
 
Sinceramente non saprei. Secondo me l’adulto che riscopre il mondo LEGO®, lo riscopre perché durante l’infanzia ci giocava, ne è sempre rimasto affascinato e il desiderio di costruire con i mattoncini non è mai andato via. Quindi risulta un passaggio quasi automatico, nel senso che se l’adulto trova un set LEGO® che tratta un argomento che gli interessa va a comprarlo senza dover essere consigliato. Quasi tutti abbiamo giocato da bambini con i LEGO® e posso notare che molti miei amici hanno buoni ricordi di questo gioco, ma è una cosa che ormai non gli interessa più e faccio fatica ad attirare la loro attenzione sulla mia passione. Da adulto o ti piace ancora il LEGO® o non ti piace più. Ma nutro qualche dubbio su chi dice che non gli piace più…
 

Oggi, My Brick Experience non è solo un nome: è un invito. A riscoprire la forza dei mattoncini nei momenti di fragilità, a ritrovare la bellezza nei piccoli dettagli, a non smettere mai di costruire — dentro e fuori di noi.

Perché, come ci ha insegnato Luca, ogni creazione LEGO® può essere molto più di un gioco: può diventare un modo per raccontarsi, per guarire, per ripartire.

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